AVEVAMO LA SOLUZIONE - TRACCE DI DIRITTO CIVILE E PENALE

I prova di DIRITTO CIVILE


I parere

Traccia

In data 9 febbraio 2015, Caia, di 86 anni, e sua nipote Mevia, di 43 anni, stipulano con l'assistenza di un notaio, Sempronio, un contratto dal seguente tenore: "Caia trasferisce a Mevia la nuda proprietà dell'appartamento in cui vive, sito nel centro della città e composto da 5 vani più servizi, esteso 150 mq e del valore di circa 500 mila euro riservando per sé l'usufrutto dello stesso. In cambio Mevia si impegna ad offrire quotidiana assistenza alla zia (sola e ammalata) provvedendo alle sue esigenze alimentari, alla pulizia della casa, al supporto nella somministrazione di farmaci nonché al sostegno per ogni spostamento necessario".
Dopo circa un anno, però, Caia contatta il proprio legale, lamentandosi che Mevia da circa 6 mesi aveva di fatto cessato di assisterla.
In tale occasione la stessa rappresentava, inoltre, che prima della stipula era stata diagnosticata una patologia oncologica non curabile con un'aspettativa di vita non superiore a due anni e che era stata proprio la nipote Mevia, portata a conoscenza di tale triste notizia, a convincerla a sottoscrivere il contratto.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caia, rediga un motivato parere illustrando le questioni sottese al caso in esame e individuando le possibili azioni a tutela delle ragioni della propria assistita.


Il parere è relativo a un contratto atipico di mantenimento.
La sentenza risolutiva è Cass. 23 novembre 2016, n. 23895, riportata

sub art.1322, par.7, come I massima
sub art.1872, par.2, come II massima

sub art.1322, par.3, come I massima
sub art.1872, par.1, come I massima



II parere

Traccia

In data 9 febbraio 2016 Tizio, marito di Caia, al settimo mese di gravidanza, viene travolto e ucciso mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali da un'auto condotta da Sempronio.
In data 15 aprile 2016 nasce Caietta, figlia di Caia e del defunto Tizio. Caia si rivolge al proprio legale di fiducia, dolendosi del fatto che Caietta, a causa del fatto illecito di Sempronio, sia nata senza il padre, accusando così un danno permanente e significativo che la segnerà per tutta la vita.
In tale occasione Caia riferisce di aver già sottoposto la questione alla società assicuratrice dell'autovettura di Sempronio, che sta curando la pratica di ristoro del danno in suo favore, sentendosi tuttavia opporre l'insussistenza di un danno risarcibile in favore di Caietta in quanto questa, al momento del decesso del padre, non era ancora nata.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caia, premessi i cenni sullo stato giuridico del concepito, rediga motivato parere esaminando le questioni sottese al caso in esame.


Il parere è relativo alla legittimazione di un nascituro al risarcimento del danno per la morte del padre avvenuta dopo il concepimento, ma prima della nascita.
La sentenza risolutiva è Cass. 3 maggio 2011, n. 9700, riportata

sub art.1, par2, come I massima
sub art.2059, par.10.3.1., pag.1950

 

II prova di DIRITTO PENALE


I parere

Traccia

In data 9 febbraio 2016 il Giudice Tutelare di Alfa nomina Caia amministratrice di sostegno di Tizio, affetto da demenza senile tipo Alzheimer, con il compito di gestire il trattamento pensionistico di Tizio e di impugnare, a nome di quest'ultimo, un contratto da questi stipulato nel 2015 sotto la spinta di artifici e raggiri perpetuati da terzi.
In data 7 maggio 2017, a seguito delle segnalazioni provenienti da alcuni vicini, i vigili del fuoco accedono d'urgenza nell'appartamento di Tizio rinvenendolo in pessime condizioni igieniche, senza cibo e bevande e con rifiuti all'interno dell'abitazione.
Tizio viene dunque ricoverato in ospedale e, a seguito della comunicazione pervenuta, il giudice tutelare revoca la nomina di Caia quale amministratrice di sostegno e trasmette gli atti alla locale Procura della Repubblica ipotizzando la ricorrenza del reato di cui all'art. 591 c.p.
Caia, preoccupata, si rivolge ad un legale per un consulto.
Il candidato assunte le vesti del legale di Caia, premessi i brevi cenni sul reato di abbandono di persone incapaci, rediga motivato parere esaminando la questione sottesa al caso in esame.

 
La sentenza risolutiva è Cass. 19 ottobre 2015, n. 7974, riportata

sub art.591, par.2, come II massima

II parere

Traccia

Tizio, dopo aver lungamente osservato le abitudini del pensionato Mevio, di anni 75, un giorno lo avvicina mentre questi sta rientrando a casa. Spacciandosi per un amico di vecchia data del di lui figlio Caio e carpitane in tale modo la fiducia lo convince a consentirgli di entrare nell'appartamento.
Qui, rappresentando di vantare un credito di euro 500,00 nei confronti di Caio, di trovarsi in momentanee ristrettezze economiche e di essere, pertanto, intenzionato ad agire in giudizio nei confronti del predetto per ottenere la soddisfazione del proprio credito, Tizio convince Mevio a consegnargli tale somma.
Inoltre, approfittando di una momentanea distrazione di Mevio, fruga in un cassetto del soggiorno e si impossessa della ulteriore somma di euro 300,00 ivi rinvenuta, dandosi poi alla fuga.
Nell'uscire Tizio si accorge, però, della presenza di telecamere di sicurezza nel palazzo e teme di essere in tal modo identificato, essendo pluripregiudicato per reati specifici, decide dunque di recarsi dal proprio legale per un consulto.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, individuando i reati configurabili nel caso di specie e la relativa disciplina anche in ordine alla procedibilità dell'azione penale e alla possibilità di applicazione di misure cautelari.


Le sentenze risolutive
  • Nel nostro Codice penale annotato con la giurisprudenza 2017:

Cass. 18 novembre 2008, n. 47394 (pag.1579) e Cass. 22 febbraio 2017, n. 14609 (pag. 1581)
Cass. 26 gennaio 2017, n. 6278, Cass. 29 novembre 2012, n. 48733, Cass. 29 gennaio 2015, n. 8170 (pag.1578 e 1579)

  • Nell’addenda di aggiornamento al codice penale,

sub art.625, par.2
Cass. 22 settembre 2017, n. 48767 e Cass. 5 ottobre 2017, n. 46583.


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